lunedì 15 gennaio 2018

Avvicinare i più piccoli alla scienza, si può con Editoriale Scienza!

Avvicinare i più piccoli all'osservazione e, addirittura, alla scienza è spesso un compito difficile da realizzare. 

In realtà già solo osservare la natura e gli animali che ci circondano, anche se in città o al parco, è un buon inizio per stimolare la curiosità dei nostri bambini. 

Editoriale Scienza ha creato la collana "Bello da sapere" per i piccoli dai due anni in su.
I due libri, "L'uccellino" e "Il coniglietto"  (consigliati dai 2 anni, 20 pagine 9,50 euro) sono quadrati di dimensione ridotte per stare nelle mani di un bambino, con pagine cartonate resistenti e molto colorate.

Le storie consistono in brevi ma utili informazioni su come vivono e sono fatti uccelli e conigli; la brevità delle storie incontra le esigenze dei più piccoli che ancora non riescono a prestare un'attenzione durevole alla parte scritta.
Utili allo scopo sono le pagine dotate di fori che riprendono e svelano i disegni della storia e che incuriosiscono immancabilmente i piccoli lettori.

Passando al lato pratico, dal punto di vista di mamma, ho spesso usato con Gabriele questi formati di libri per distrarlo durante viaggi, passeggiate o eventi. Una buona e sana alternativa a tablet e schermi!

giovedì 11 gennaio 2018

Marie Curie, La vita non è facile, allora?

Piccoli, compatti direi essenziali in ogni libreria, vi torno a parlare dei pacchetti firmati L'Orma Editore. Sarà che mi sono appassionata alla grande Marie Curie grazie a Per Olov Enquist e che, in generale, è stata una donna esempio di fermezza e intelligenza, appena l'ho visto sullo scaffale della libreria l'ho preso: Marie Curie, La vita non è facile, e allora? 

"La vita non è facile per nessuno, e allora? Bisogna perseverare e avere fiducia in se stessi. Dobbiamo credere di essere portati per qualcosa e che quel qualcosa vada raggiunto a ogni costo."

Marie Curie la fisica e chimica polacca vissuta praticamente sempre in Francia tra il 1867 e il 1934, tanto da cambiare il suo nome da Maria Sklodowska a Marie, è colei che ha scoperto insieme al marito Pierre Curie il polonio, il radio, i raggi x e le radiazioni. Due premi Nobel  uno per Fisica e poi per Chimica. Nel suo curriculum non manca uno scandalo che per poco non le ha fatto perdere il secondo Nobel. Un'esistenza dedicata alla scienza e alla scoperta con l'uomo della sua vita Pierre Curie, una coppia invidiabile fino alla dipartita di lui sotto a un carro trainato da cavalli. Marie era ancora abbastanza giovane quando è rimasta vedova e ha trovato un nuovo amore in Paul Langevin uno studioso anche lui, ma anche un uomo sposato con una donna la cui unica intenzione era non lasciarlo scappare tra le braccia di Marie. 

Qui inizia la parte in cui Marie Curie viene vista non solo come studiosa ma come donna, amante, madre, umana.
Quale scusa migliore se non additarla come un nuovo caso Dreyfus (sfruttando le tensioni politiche e sociali del momento) facendo più che cenno alle sue origini polacche e dipingendola come straniera sfascia famiglie usando una lettera che Marie mandò a Paul in un momento di debolezza dicendogli di lasciare la moglie per lei, per l'amore e per la felicità.
Lo scandalo, ripreso più e più volte dai giornali francesi ma non solo, mina in un primo momento la sua fama che poi esplode grazie anche al sostegno di alcuni dei maggiori scienziati mondiali come Albert Einstein. 
Il primo premio Nobel donna e la prima donna a insegnare alla Sorbona è anche una delle progenitrici del femminismo (non quello becero), la figura di Marie Curie diviene icona e esempio per donne forti, in carriera e intelligenti che non hanno nulla da invidiare a studiosi e inventori uomini.

In questo pacchetto troverete le missive di Marie Curie dalle più personali a quelle più formali verso altri studiosi o istituzioni. Da queste lettere è possibile estrarre l'essenza di questa formidabile donna che non si è lasciata abbattere da nessuno e ha tenuto testa a giornali, attacchi e si è andata a prendere il suo premio Nobel nonostante le intimidazioni fatte per la sua relazione con Langevin.
Ciò che amo dei pacchetti del L'Orma Editore, per quanto riguarda le figure femminili, è che mettono sempre in risalto l'aspetto determinante e forte di figure celebri come Jane Austen, Charlotte Bontë, la stessa Marie Curie e Anna Kuliscioff, donne messe alla prova ma che non hanno ceduto davanti a nulla.


COPERTINA 7 | CONTENUTO 9


SINOSSI

Icona del progresso scientifico e ambasciatrice della collaborazione tra i popoli, genio assoluto e donna dalla tempra formidabile, Marie Curie attraversa la sua epoca con luminosa intelligenza e pacata tenacia. Nel percorso per nulla facile della sua vita vediamo stagliarsi il profilo di una figura che, cambiando la scienza, ha impresso una svolta decisiva a tutto il suo tempo e a quello a venire.


mercoledì 10 gennaio 2018

RECENSIONE || L'assassinio di Florence Nightingale Shore di Jessica Fellowes

Durante le feste natalizie è per me d'obbligo leggere almeno un bel giallo! L'atmosfera gioiosa e festosa viene intensificata dalle emozioni di un romanzo che ha in sé la tensione e l'attrattiva giuste per passare le giornate invernali e uggiose.

Questa volta è toccato al romanzo di Jessica Fellowes (la nipote di Julian Fellowes sceneggiatore di Downtown Abbey) "L'assassinio di Florence Nightingale Shore", il primo della serie de "I delitti Mitford, sei sorelle, una vita di misteri".




La trama non è così scontata come appare all'inizio della storia: basata su fatti e personaggi realmente esistiti, il racconto è in parte inventato come anche gli intrecci. Protagoniste e detective in erba sono Louisa Cannon e Nancy Mitford "scortate" dal poliziotto ferroviario Guy Sullivan e dal reduce di guerra Roland Lucknor. Di diverse estrazioni sociali, Jessica Fellowes si diverte a creare relazioni e amicizie tra i personaggi in un giallo che ha l'obiettivo di scoprire gli assassini della povera signora Nightingale Shore, stimatissima infermiera durante l'appena conclusa Grande Guerra. 

Per una serie di coincidenze Louisa, perno della storia, si trova sullo stesso treno della vittima mentre cerca di scappare dal suo aguzzino, lo zio Stephen. Riesce a sfuggirgli e, grazie a Guy Sullivan, ad andare all'appuntamento che le permetterà di lavorare e sostenere la povera e malata madre a Londra. L'incarico che le si prospetta non è dei peggiori: lavorare ad Ashtall Manor nella casa della famiglia Mitford come aiutante alla nursery. Qui Louisa e Nancy, più o meno della stessa età, stringono amicizia e a un ballo conoscono il misterioso e affascinante Roland Lucknor. Ma chi è davvero questo militare? Troppi scheletri si nascondono nel suo armadio. Che nesso c'è tra lui e l'infermiera Nightingale? Guy Sullivan non riesce darsi pace e incomincia a indagare senza il permesso dei suoi superiori al caso di Florence che è stato chiuso per mancanza di piste da seguire.
La storia sviluppa più di un lato in ombra, segreti e misteri aggrovigliano la trama che troverà una soluzione solo nelle ultime pagine, come da copione per ogni giallo che si rispetti.

Da queste premesse nasce un libro intrigante come giallo che apre uno spaccato culturale non solo sul mondo inglese nel 1920 ma che indaga anche le nuove posizioni sociali, i nuovi assestamenti per quanto riguarda i militari in congedo e chi non è potuto andare in guerra per motivi fisici, sempre visti come mezzi uomini. Un romanzo accurato che non manca di catturare il lettore e che non trascura la parte storica fondamentale per inserire in un contesto realistico i personaggi e per rendere la storia il più possibile aderente ai fatti.

Super consigliato per chi ama i romanzi storici con una punta di tensione in più, una storia leggera con radici storiche e reali ben salde.


COPERTINA 8,5 | STILE 8 | STORIA 8


Titolo: L'assassinio di Florence Nightingale Shore
Autore: Jessica Fellowes, traduzione di Maddalena Togliani
Numero di pagine: 432
Prezzo: 18,00 euro


Trama

Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla  pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua  pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per  la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza  classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo  vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza  nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva.
Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i  propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è  un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli  incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolano sempre sul naso.  Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve  sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la  prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento.
Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello fermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton.
Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni  Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.

L'AUTRICE

Jessica Fellowes, nipote dell’acclamato autore britannico Julian Fellowes, è scrittrice e giornalista, conosciuta per essere l’autrice di cinque libri sui retroscena della celebre serie TV Downton Abbey, molti dei quali sono apparsi nella lista dei  bestseller del New York Times e Sunday Times. Ex vice direttrice di Country Life e giornalista del Sunday Mail, ha scritto per diverse testate tra cui il Daily Telegraph, il Guardian, il Sunday Times e The LadyL’assassinio di Florence Nightingale Shore. I delitti Mitford è il primo di una serie di gialli ambientati negli anni Venti.






domenica 31 dicembre 2017

Le più belle letture del 2017 dell'Officina del Libro

È arrivato il momento di tirare le somme in quest'anno che ho dedicato meno tempo alla mia passione per la lettura e la condivisione delle mie sensazioni su alcuni libri e invece ho accolto con gioia (e parecchia, ma parecchia nausea) una nuova bimba che nascerà nel 2018 e ho traslocato in una nuova città con figlio e gatto. Bei cambiamenti, insomma.

Forse nel 2017 più che in altri anni ho letto libri di qualità: in che senso di qualità? Ma, di sicuro più classici come "Uomini e Topi" di Steinbeck e "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcìa Marquez senza tralasciare autori più attuali per nulla scontati come Per Olov Enquist o Cristina Henríquez. Quindi meno libri (per i motivi sopra indicati) ma di sicuro più sentiti, più gustati, più amati. Mi capiranno tutti i lettori che nelle loro wishlist lasciano ogni anno indietro un buon 30%.

Ma bando alle ciance e iniziamo a elencare quei libri che mi hanno colpito in questo 2017 (ATTENZIONE: non tutti i libri sono stati editati in quest'anno!), per ovvie ragioni non saranno presenti super classici, ma libri abbastanza contemporanei.





Iniziamo con un cliché mica da poco, "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf, NN Editore. C'è poco da fare un autore sommamente bravo può scrivere di ciò che vuole, anche di una relazione tra due anziani che decide di condividere la notte (per dormire insieme) e affrontare le paure, i ricordi dolorosi, le preoccupazioni che ancora affliggono due genitori. Insomma uno di quei libri che consigli a tutti i tuoi amici, genitori, cani e gatti perché come Kent Haruf ci sono davvero pochi scrittori.

Proseguiamo con un'autrice meno conosciuta ma non meno autorevole in quanto scrittrice: Tove Jansson con "Fair Play", Iperborea. Ora, di suo non ho letto molto anche se posseggo "Il libro dell'estate" che attende pazientemente (diciamo molto pazientemente) sullo scaffale della mia libreria. La domanda che mi è sorta dopo aver letto qualche volume del catalogo Iperborea è stata: come ho fatto a ignorare l'esistenza di autori nordici così bravi per tutto questo tempo? La risposta rimane nebulosa, ma di sicuro sto recuperando a tutta birra e non posso proprio non consigliarvi la Jansson bravissima descrivere e creare storie di relazioni tra due persone amiche o qualcosa di più.

Passiamo a un'altra casa editrice indipendente che ho davvero apprezzato per "I miei piccoli dispiaceri" di Miriam Toews, Marcos Y Marcos (meno per l'ufficio stampa). Un'altra scoperta recente ma che mi ha rubato il cuore e che spero di approfondire nel tempo (magari con l'anno nuovo), iniziando "in fuga con la zia" oppure con libri più recenti. 

Rullo di tamburi per un libro che sto regalando a tutti e che ancora ho stampato nella mia testa nonostante siano passati 11 mesi da quando l'ho letto. "Anche noi l'America" di Cristina Henríquez, NN Editore. Una penna affilata ma anche tenera che riesce a trattare di temi spinosi in maniera profonda ma davvero scorrevole e piacevole. Non potevo non inserirlo nella top ten dei libri del 2017.

Il 2017 per me è stato l'anno delle raccolte di racconti. Come ho fatto a vivere senza? Ne ho lette davvero tantissime ma quella che più mi è rimasta impressa è stata "Famiglie ombra" di Mia Alvar di una casa editrice con cui ho iniziato a collaborare davvero da poco, Racconti Edizioni

Fa parte delle grandi scoperte Annie Ernaux con "Memorie di ragazza", L'Orma Editore, che ho assaporato e apprezzato per la costruzione del suo memoir in modo davvero trasparente e smaliziata, autentica insomma. Appunto per il 2018: procurarsi altri libri della Ernaux.

Come ormai avrete capito i libri che mi hanno rapito il cuore quest'anno sono stata editati tutti da case editrici indipendenti e fa parte di questa bella schiera anche "Inseparabile" di Lalla Romano, Lindau Edizioni. Altra mancanza nella mia "cultura letteraria" sono gli autori italiani. Con Lalla Romano mi si è aperto un mondo e non vedo l'ora di addentare i due racconti inediti che ho sul comodino, pubblicati recentemente da Lindau.

Non posso non aggiungere un romanzo che simboleggi la mia fissa per la letteratura americana. "Il giardino delle delizie" di Joyce Carol Oates, Il Saggiatore, nella bella traduzione di Francesca Crescentini (Tegamini), mi ha lasciata con la voglia di proseguire la sua quadrilogia e per questo mi sono già procurata "I ricchi". Moltissime altre letture che riguardano l'America hanno punteggiato questo 2017 da Steinbeck -come vi dicevo prima- a John Cheever, ai libri pubblicati da Black Coffee Edizioni, perle contemporanee spesso sottovalutate nel panorama letterario attuale.

Voglio chiudere in bellezza con un autore che mi piace moltissimo. Custodisco gelosamente questo volume e non so cosa darei per riuscire a intervistare e sentire parlare Jan Brokken a proposito di "Bagliori a San Pietroburgo", Iperborea. Cosa volete che vi dica, questo libro mi ha ammaliata e ha innescato una curiosità pazzesca per gli autori russi (sto leggendo Anna Karenina e mi piace moltissimo contro ogni previsione) e credo che uno dei prossimi viaggi sarà proprio a San Pietroburgo per ripercorrere i passi di Dostoevskij, Tolstoj e tantissimi altri autori e compositori.


E adesso che vi siete sorbiti la mia lista di libri, ditemi voi quali sono stati i migliori libri del vostro 2017!

martedì 19 dicembre 2017

RECENSIONE|| "In gratitudine" di Jenny Diski

Ho letto per la prima volta Doris Lessing quasi dieci anni fa, in treno, nella tratta Torino-Modena. Non sapevo chi fosse, ero in quella fase "divoro qualsiasi cosa mi si butti sotto al naso" e mi sono innamorata, piangendo -come spesso mi capita- de "Il quinto figlio". Era un volumetto abbastanza vecchio, recuperato nel trasloco del mio attuale marito, allora mio fresco ragazzo. Non ho perso tempo e prima che se ne accorgesse gli avevo sottratto parecchi romanzi che avevo infilato e nascosto tra i vestiti della valigia del ritorno.

"In gratitudine" di Jenny Diski, NN Editore, l'autrice apre un varco temporale in cui rappresenta Doris Lessing come scrittrice, nel ruolo di madre e di tutore nei confronti della stessa Jenny. Il ritratto di Doris Lessing che appare è differente da come me l'ero immaginata, come spesso accade con scrittori e artisti. Una donna molto impegnata nello scrivere, che cerca di non essere disturbata durante il suo lavoro, con idee e prese di posizione definite, amante della chiarezza e della libertà di cui non si fa scrupoli di discutere con la sua cerchia di intellettuali, spesso a cena a casa sua: ogni argomento può essere criticato e ridefinito in modo netto e senza ombre dalle idee progressiste della Lessing.


Ma non dimentichiamoci che la storia non è sua ma di Jenny che decide di scrivere questa sorta di biografia, più che altro un memoir, dopo aver scoperto di avere un tumore e, in seguito, la fibrosi ai polmoni. Due malattie che non lasciano scampo e che di punto in bianco mettono Jenny davanti alla scelta di raccontare la sua burrascosa vita di bambina, adolescente e adulta quanto meno problematica. 
Cresciuta da due genitori inadatti e poco empatici -la stessa Diski dirà che non dandole direttive su come comportarsi, oltre a sentirsi persa era libera di decidere che cosa fare in determinate situazioni, non si accorge di star prendendo la strada sbagliata- Jenny cresce tra espulsioni, cliniche psichiatriche e lavori insoddisfacenti finché il figlio della Lessing non intercede per lei con la madre che decide di farle da tutrice inserendola in quel mondo patinato e intellettuale in cui Jenny fatica a inserirsi ma di cui vuole fare disperatamente parte. Vuole avere pensieri chiari e prove convincenti per dimostrare che il suo pensiero è brillante tanto quanto il loro, saper discernere così bene tra bello e brutto, tra giusto e sbagliato, non avere dubbi o incertezze, proprio come Doris e i suoi splendenti amici.

Il suo rapporto con la tutrice è quanto meno ambiguo: non è una madre e non è un'amica, la casa in cui è costretta a vivere è sconosciuta non sa se può mangiare e dormire e parlare quando vuole o che regole ci siano, quelle regole non dette, quelle abitudini date per scontate e che lei ignora. Allo stesso tempo Jenny viene accolta, salvata in qualche modo, da un destino banale e insoddisfacente senza cultura, senza studi: si apre un caos emotivo, con due poli opposti, da un lato la gratitudine nei confronti di Doris che la mantiene e la sostiene a modo suo, dall'altro un senso di inadeguatezza e una critica dura e cruda verso la stessa Lessing che la porta a essere in un certo senso ingrata.
 La condotta di Jenny non migliora ma sicuramente viene spronata da Doris a studiare; in momenti cruciali della sua vita Jenny ha in mano un libro, forse quello che mi ha colpita di più è la lettura e l'immediata rilettura di Anna Karenina. Tutti questi ricordi riemergono mentre Jenny cerca di sopravvivere alla malattia, agli effetti scomodi dei farmaci e ad accettare la sua morte. 

Un libro che ho apprezzato anche se la figura di Jenny, il suo modo di vivere mi stanno particolarmente antipatici credo che "In gratitudine" -o ingratitudine, concetti in cui Jenny cade e "scambia" in continuazione- sia un volume pieno di emozioni e vita, in cui qualcosa viene svelato, viene tolta quella patina lucida che si appioppa più che volentieri a scrittori e artisti -e che altrettanto frequentemente viene smentita- e lascia la carne viva, i fatti e la vita quotidiana che nel bene o nel male tutti dobbiamo vivere. In contemporanea c'è l'aspetto di come Jenny affronta il cancro: la scrittrice non si risparmia mette a nudo dubbi, ironie e la disperazione di sentirsi diversa, peggiore, malata, pensare che per certi eventi futuri lei non ci sarà. 
Un libro che sì, è per chi cerca risposte a tante domande, una storia smaccata, smaliziata, senza fronzoli, pratica che mette sul piano le cose così come sono.



COPERTINA 6 | STILE 8 |STORIA 7,5



Titolo: In gratitudine 
Autore: Jenny Diski, traduzione di Fabio Cremonesi
Editore: NN Editore
Numero di pagine: 272
Prezzo: 18 euro


Trama

Nell’agosto del 2014 Jenny Diski riceve la diagnosi definitiva: ha un cancro inoperabile e le rimangono pochi anni di vita. Non sa come reagire, ma sa di non avere altra scelta che scriverne. E decide di raccontare per la prima volta i suoi anni con Doris Lessing, la romanziera premio Nobel che l’ha accolta in casa da adolescente. Jenny entra nella famiglia di Doris da estranea, portando con sé tutte le paure e la rabbia, le domande e l’inquietudine di una quindicenne uscita da un’infanzia tormentata, vissuta tra i genitori e gli ospedali psichiatrici. Ma la favola della trovatella e della nobile salvatrice non calza alle esistenze di Jenny e Doris, che rimangono sempre in bilico tra le parole gratitudine e ingratitudine, fino alla fine. Come in uno specchio, anche il rapporto con la malattia ruota attorno a queste due parole, perché pone la scrittrice sempre, fino alla fine, davanti alle stesse identiche paure, incertezze e speranze.
Sincera fino allo spasimo, Jenny Diski guarda il mostro negli occhi e, con una furia e un’ironia prive di lamenti e recriminazioni, ci consegna una dichiarazione di amore per la vita, il potere delle parole e l’orgoglio dell’esperienza.

L'AUTRICE


Jenny Diski è nata nel 1947 a Londra ed è scomparsa nell’aprile del 2016. Scrittrice e intellettuale inglese, con i suoi romanzi, saggi, racconti e memoir ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti. I suoi articoli sono apparsi sui maggiori quotidiani inglesi ed è stata per venticinque anni editorialista della London Review of Books. Per NNE usciranno prossimamente Stranger on a Train e Skating to Antarctica.


lunedì 18 dicembre 2017

RECENSIONE || Il mondo segreto degli insetti, Una guida alla scoperta degli animali più incredibili e numerosi del Pianeta di Marco Di Domenico

Sono fermamente convinta che non esista regalo più bello di un libro, specialmente sue donato a un bambino. Non importa se inizialmente lo guarderà con una certa diffidenza, magari rimarrà sullo scaffale per un po' e poi un giorno quel libro diventerà oggetto di un'attenzione sfrenata, di una curiosità incredibile.

Per i ragazzi (parlo di bambini delle elementari dagli 8-9 anni in su) appassionati del mondo animale e soprattutto quello entomologico, il mio consiglio cade su un vero e proprio manuale scritto da Marco Di Domenico, "Il mondo segreto degli insetti, una guida alla scoperta degli animali più incredibili e numerosi del pianeta", Editoriale Scienza (128 pagine, 19,90 euro).
Perchè lo consiglio a ragazzi di questa età? Perchè il manuale è specifico non solo nelle tematiche ma anche nei termini assolutamente scientifici e precisi.

Non si tratta di un semplice inventario ma di esplorare, capire e conoscere cosa cela il mondo vasto ed eterogeneo degli insetti. Il manuale si divide in macro categorie, capitoli che introducono passo passo il bambino: Quanti sono? Come sono fatti? Come cambiano? Come volano? Come si muovono? Come mangiano? Dove vivono? Effetti speciali, Insetti sociali, Amici e nemici e poi uno spazio dedicato alle attività all'aperto per scovare e riconoscere autonomamente qualche esemplare.
Imparare a osservare e guardarsi intorno in mezzo alla natura è una delle attività che colpisce di più i nostri bambini: in quanti da bambini non hanno sognato di fare gli scienziati, gli inventori o i ricercatori armati di lente di ingrandimento, bustine e pinze?
Ecco un libro che insegna ai più giovani come muoversi e come riconoscere gli esemplari di un mondo tanto complesso.

Tutte le nozioni, informazioni e curiosità sono circondate da illustrazioni che esemplificano molto la parte scritta in modo che anche le parti più scientifiche siano facilmente comprensibili: disegni grandi, non molto verosimili o artistici, ma funzionali allo scopo di spiegare parti anatomiche e gesti di vita quotidiana compiuti dai piccoli animali che popolano il pianeta.

Pienamente soddisfatta anche questa volta dalla qualità proposta da Editoriale Scienza che si riconferma la mia casa editrice preferita per quanto riguarda manuali e curiosità, volumi che non annoieranno mai Gabriele.

SINOSSI

Un libro sugli animali più numerosi del pianeta: gli insetti. Scoprine la straordinaria varietà, impara a conoscerli, a rispettarli e… a non aver paura di loro!
Gli insetti sono comparsi ben prima dei dinosauri e, 65 milioni di anni dopo la loro estinzione, sono ancora qui! Hanno inventato il volo e riempito il mondo di suoni e colori, affollano il terreno, le acque dolci e il cielo. Hanno occhi, bocche, zampe e antenne di mille tipi; formano societàsimili alle nostre, con operai, soldati, guardiani, baby sitter, re e regine; sono in grado di costruire nidi grandi come capanne e di comunicare tra loro per segnalare un pericolo o una fonte di cibo. Sono maestri del mimetismo, compiono metamorfosi eccezionali, emettono luce e sanno difendersi con sofisticate armi chimiche. 

Gli insetti ricoprono un ruolo fondamentale: non solo impollinano i fiori e sono il nutrimento principale per molti animali, ma a loro volta mangiano di tutto, decomponendo le sostanze organiche e contribuendo a smaltire la spazzatura che produciamo. Pensiamoci quando guardiamo una mosca che ronza o uno scarabeo che corre sul terreno. Impariamo ad apprezzare la bellezza di un’ala di farfalla o il volo di una libellula. E soprattutto, non abbiamo paura di loro.

"Il mondo segreto degli insetti" permette dunque di conoscere questi animali sotto ogni punto di vista: come nascono e si sviluppano, come sono fatti, come si muovono, dove vivono, come mangiano, ecc ecc. I testi sono strutturati in blocchetti, per agevolare la lettura, e sono accompagnati da illustrazioni che riproducono fedelmente le caratteristiche degli insetti.
Il mondo segreto degli insetti, di Marco Di Domenico

Età consigliata: da 10 anni


giovedì 7 dicembre 2017

RECENSIONE || "Lettere da Babbo Natale" di J.R.R. Tolkien

"Casa fra le Vette,
Cima del Mondo,
vicino al Polo Nord,
Natale 1925"


"Lettere da Babbo Natale" di Tolkien -in questa edizione pregiata con carta lucida e spessa, edita da Bompiani- è un volume che inseguo da anni. Sarà che il Natale per me è sempre stata una bella festa, la mia infanzia è punteggiata da ricordi di feste natalizie allegre e serene, piene di giochi e della compagnia dei miei genitori e familiari. 


Ci sono libri, come questo, che riportano a galla la magia e le cose belle dell'infanzia che i genitori con tutte le forze hanno cercato di fare di nascosto, sbirciando segretamente la reazione dei loro bambini. Ora che sono mamma capisco ancora di più l'importanza di queste tradizioni, la luce negli occhi di Gabri, le favole su Babbo Natale sussurrate quando non riesce dormire, l'attesa di vedere i pacchi sotto l'albero magicamente comparsi proprio la mattina del 25 Dicembre.

Tolkien fa qualcosa di più per i suoi figli risponde alle loro letterine (fingendosi Babbo Natale) che con tanta cura hanno scritto a Babbo Natale, non solo desideri, ma un vero e proprio scambio epistolare, un appuntamento fisso che si verifica una volta l'anno. Lettere con francobolli, una calligrafia tremante per via degli anni suonati di San Nicola, Orso Polare che combina sempre tantissimi danni, gli elfi che fanno fuochi artificiali magnifici: tutto descritto e disegnato dalla penna sapiente di uno scrittore ma soprattutto di un papà che ama i suoi bimbi. I personaggi che Tolkien chiama a prendere vita accompagnano i ragazzi nella loro crescita, crescendo e cambiando a loro volta con un tono che ambisce a essere il più veritiero possibile. Il paesaggio innevato e freddo, ostile ma bellissimo e i disastri che combinano gli aiutanti di Babbo Natale sono tanti e sempre molto vicini al periodo più impegnativo dell'anno ma in qualche modo riescono sempre a costruire e recapitare i doni a tutti i bambini che credono in lui.

Dal 1920 al 1943 la risposta di Babbo Natale non si fa attendere, anche se non tutti gli anni la lettera è lunga o piena di particolari, è sempre presente una vena onnisciente di ciò che desiderano Christopher, John e Priscilla, mettendo l'accento sull'importanza di scrivere ogni anno a quel vecchio signore che accontenta i bambini di tutto il mondo.
I disegni sono davvero curati pieni di meraviglia su carta pergamena un po' rovinata per il lungo tragitto che deve compiere, la fantasia di Tolkien non ha limiti: vicende, storie e avventure si fanno spazio all'interno delle missive che diventano un riassunto non solo dell'ultimo periodo frenetico vicino al Natale ma anche dell'intero anno oramai concluso. 

"Lettere da Babbo Natale" lo vedo come un libro forse più rivolto agli adulti (magari  per prendere qualche spunto, perché no) oppure da proporre ai bambini come libro delle avventure di quel signore che lascia i regali ai bambini buoni e diligenti. Ad ogni modo credo che se i vostri figli trovassero una lettera di Babbo Natale sotto l'albero insieme ai regali rimarrebbero davvero stupiti e felici, una strenna che non ha prezzo!


COPERTINA 7 | STILE 9 


Titolo: Lettere da Babbo Natale
Autore: J.R.R. Tolkien
Editore: Bompiani
Numero di pagine: 192
Prezzo: 13,00 euro

Trama

Miei cari ragazzi, quest'anno tremo più del solito. Colpa dell'Orso Bianco del Nord! E' stata la più grande esplosione del mondo e il fuoco d'artificio più incredibile che si sia mai visto. Il Polo Nord è diventato tutto nero!

Ogni dicembre ai figli di J.R.R. Tolkien arrivava una busta affrancata dal Polo Nord. All'interno, una lettera dalla calligrafia filiforme e uno splendido disegno colorato. Erano le lettere scritte da Babbo Natale, che narravano straordinari racconti della vita al Polo Nord: le renne che si sono liberate sparpagliando i regali dappertutto; l'Orso Bianco combinaguai che si è arrampicato sul palo del Polo Nord ed è caduto dal tetto direttamente nella sala da pranzo di Babbo Natale; la Luna rottasi in quattro pezzi e l'Uomo che ci abitava caduto nel retro del giardino; le guerre con le moleste orde di goblin che vivono nei sotterranei della casa!
Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore di Tolkien nel 1920 all'ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e tutti quei disegni bellissimi in una unica incantevole edizione.